Vestizione dei novizi

14/12/2017
Con la vestizione, i novizi del nostro Istituto ricevono la veste talare, un segno distintivo del loro stato, ma anche una valida protezione esteriore che ricorderà sempre, a chi la indossa, la sua consacrazione a Dio e il modo in cui deve comportarsi di conseguenza.

Con la vestizione, i novizi del nostro Istituto ricevono la veste talare, un segno distintivo del loro stato, ma anche una valida protezione esteriore che ricorderà sempre, a chi la indossa, la sua consacrazione a Dio e il modo in cui deve comportarsi di conseguenza.

La cerimonia d’imposizione è stata particolarmente solenne, perché quest’anno ben dodici novizi e otto novizie dell’Istituto Serve del Signore e della Vergine di Matarà hanno ricevuto in un solo giorno l’abito religioso. La vestizione è avvenuta nella Concattedrale di Santa Maria Assunta a Segni (RM), prima colonia romana, paese di antiche tradizioni, luogo che ha visto nascere, in Italia, la nostra casa di formazione maggiore e lo studentato delle suore. Già da qualche anno le case si sono spostate, ma a Segni restano i noviziati di entrambi gli istituti e altre attività apostoliche. Siamo molto grati alla gente di Segni che ci ha accolti sempre calorosamente, facendoci sentire come a casa nostra, e abbiamo voluto dimostrare in concreto questa gratitudine scegliendo Segni come luogo della cerimonia.

Molte persone hanno partecipato, oltre ai parenti dei novizi e delle novizie, e la Santa Messa è stata presieduta da P. Gustavo Nieto. Al termine della funzione, l’ex rettore del Seminario, P. Daniel Cima, ha rivolto alcune parole d’incoraggiamento ai novizi, e di ringraziamento verso le persone di Segni. Il pranzo è stato organizzato all’hotel La Pace e allietato da uno spettacolo di canti al quale ha anche preso parte, con una divertente scenetta, il maestro dei novizi, P. Tomás Bonello.

Si sente spesso dire che l’abito non fa il monaco… è vero in un certo senso. All’abito esterno deve corrispondere la coerenza di vita, ma la vestizione dell’abito religioso è il primo passo verso quella donazione totale di sé che avverrà con la professione dei voti, e in un mondo che dà molta attenzione all’aspetto esteriore, dev’essere un segno che ricordi a tutti la presenza di Dio e dell’eternità.