Testimonianza del diacono Maxim dal Tagikistan in occasione della grave malattia di suo fratello Artiom

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09/09/2017
Cara Famiglia Religiosa, scrivo questa breve cronaca per ringraziare tutto l’appoggio spirituale e materiale che abbiamo ricevuto io e la mia famiglia nei trascorsi giorni di grande difficoltà. Per quelli che non mi conoscono, sono il diacono Maxim del Tagikistan, ho altri 6 fratelli, uno di questi Elias forse è conosciuto a causa il servizio “Pedido de Oraciones”, perché da quando è nato, ha avuto sempre gravi difficoltà di salute (molte volte è stato addirittura in punto di morte), quindi spesso abbiamo chiesto preghiere per lui. E approfitto per ringraziare queste preghiere.
Cara Famiglia Religiosa, scrivo questa breve cronaca per ringraziare tutto l’appoggio spirituale e materiale che abbiamo ricevuto io e la mia famiglia nei trascorsi giorni di grande difficoltà. Per quelli che non mi conoscono, sono il diacono Maxim del Tagikistan, ho altri 6 fratelli, uno di questi Elias forse è conosciuto a causa il servizio “Pedido de Oraciones”, perché da quando è nato, ha avuto sempre gravi difficoltà di salute (molte volte è stato addirittura in punto di morte), quindi spesso abbiamo chiesto preghiere per lui. E approfitto per ringraziare queste preghiere.

Il 10 agosto, mi ha chiamato mia madre dicendomi che mio fratello Artiom, di 22 anni e più piccolo di me, era andato in ospedale con la meningite. Lui stava svolgendo il servizio militare obbligatorio in una città vicino a Mosca. L’8 agosto aveva chiamato la mamma perché si sentiva poco bene, infatti aveva la febbre e forti dolori di testa. Il 9 è rimasto tutto il giorno a letto, e nella notte a causa di un peggioramento della situazione è andato all’unità medica che c’è nella sua unità militare. Lì ha perso coscienza ed è stato portato in ambulanza all’ospedale militare. Il giorno seguente hanno chiamato la mamma per avvisarla di quello che era successo.

Io mi trovavo nella nostra parrochia a Ulianovsk, essendo arrivato qualche giorno prima per lo studio di Universa Filosofia. Ero in compagnia di p. Ezequil Ayala e p. Orzu Saidshoev. Appena abbiamo saputo questa notizia, abbiamo avvissato diversi sacerdoti per chiedere preghiere. Abbiamo anche chiesto a un sacedote di Mosca, che conosceva p.Orzu, di andare ad amministrargli i sacramenti. Povero sacerdote ha dovuto lottare per entrare all’ospedale, tuttavia è riuscito a entrare ed amministrare i sacramenti.

Da quando abbiamo avvisato dell’accaduto, da ogni parte sono cominciati ad arrivare dei messaggi, tantissime persone stavano pregando per lui; per la mia famiglia, si era mossa tutta la Famiglia Religiosa. Al di là di questo, vorrei sottolineare che, diversi sacerdoti e suore delle varie provincie, subito si sono messi immediatamente a disposizione per qualsiasi eventuale spesa, così grazie a loro, sia io che i miei genitori siamo potuti andare a Mosca per vedere di persona quello che era accaduto.

Sono stati giorni difficilissimi, di tanta sofferenza, soprattutto per mia madre, perché l’anno scorso, sempre nel mese d’agosto, dopo tanti interventi, stava quasi per morire l’altro fratellino Elias, e come se non bastasse quest’estate anche Artiom rischiava la vita. Quindi potete immaginare quello che stavamo provando. Ma questa difficoltà mi ha fatto vedere la grande unione della nostra Famiglia Religiosa non solo tra di noi religiosi ma anche con i nostri famigliari. Mi ha fatto vedere quanto mi ama la mia Famiglia Religiosa, come si preoccupa per me e per i miei, in essa ho visto il volto di una vera madre. La difficoltà, la sofferenza della mia famiglia carnale era diventata difficoltà, sofferenza della mia Famiglia Religiosa!

Dopo 3 giorni di coma, Artiom aveva ripreso coscienza, ma non riusciva ancora né ad aprire gli occhi, né ad ascoltare bene. Tuttavia passato ancora un po’ di tempo ha iniziato anche a rispondere al dottore che lo interrogava, chiedendogli il nome. Il giorno seguente si sentiva meglio, aveva aperto gli occhi. Proprio in quel giorno era arrivata la mamma, che ha ricevuto il permesso per entrare e Artiom l’ha riconosciuta, anche se ancora non riusciva a capire che cosa gli era successo. Il giorno dopo ha iniziato ad alzarsi dal letto e ha chiesto a un’altro malato il cellulare per chiamare papà. Era il giorno dell’assunzione della Beata Vergine Maria. Per noi è stata una gioia incredibile. Abbiamo visto l’enorme forza della preghiera.

Da quel giorno in poi ha cominciato a riprendere le forze. Attualmente si sente molto bene, come prima, e già chiede di uscire dall'ospedale... Forse la settimana prossima lo lasciano andare a casa, perché riprenda le forze. Dopo un po’ di necessario riposo, tuttavia, dovrà fare altri studi e analisi, perché di solito la meningite comporta delle conseguenze che spesso si vedono solo con il passare del tempo. Perciò chiedo ancora di pregare per lui e per la mia famiglia.

Ringrazio di nuovo tutti quanti per le vostre preghiere e sacrifici. Voglio anche ricordarvi che noi in famiglia preghiamo sempre per i nostri benefattori spirituali e materiali, quindi tutti quanti sarete nelle nostre preghiere. Che la Madonna Santissima conservi sempre nella nostra cara Famiglia Religiosa questa forte unione, questo spirito di Famiglia.
Che Dio vi benedica tutti!

In Cristo e Maria,
D. Maxim