Lettera da Guyana

13/12/2017
Padre Joaquín Ibarra
Cari tutti, sono passati due mesi da quando sono arrivato in Guyana. Anche se non sembra molto, non voglio lasciar passare troppo tempo senza raccontare qualcosa di ciò che sto vivendo in questa missione.
Cari tutti

Sono passati due mesi da quando sono arrivato in Guyana. Anche se non sembra molto, non voglio lasciar passare troppo tempo senza raccontare qualcosa di ciò che sto vivendo in questa missione.
È davvero impressionante tutto ciò che si fa qui, e quello che è già stato fatto in 20 anni. E’ stato fatto molto e senza che io lo sapessi, ed è ancora più incredibile se pensiamo alle missioni della nostra Famiglia Religiosa nelle quali, come in Guyana, si svolgono molte attività senza che nessuno le conosca, perché si fanno in modo umile e nascosto.
Ecco allora una piccola cronaca che racconta un po'quello che facciamo in Guyana:
Abbiamo due comunità religiose: una è nella "missione di Santa Rosa", sul fiume Moruka; E l'altra è nella città di Charity, sul fiume "Pomeroon". La terza comunità è quella delle suore, sempre a Charity.
Non posso parlarvi della missione di Santa Rosa perché non ho ancora avuto l'opportunità di visitarla, sono circa due ore e mezzo di navigazione sul fiume e sul mare. Posso raccontarvi invece della missione di Charity, dove mi trovo in questo momento.

La parrocchia
Nella parrocchia di San Francesco Saverio siamo in tre, ed è il posto più strategico per servire le nove comunità che dipendono da noi. Strategico perché siamo proprio nel punto in cui finisce la strada e comincia il fiume. Ci sono quattro comunità che si trovano su questa strada, che è vicino il mare, e cinque sulle rive del fiume. Quindi, a seconda di dove si deve andare, si prende la macchina o la barca, e in un'ora viaggio si può raggiungere la comunità più lontana, sia sul fiume sia sulla strada.
Visitare le comunità è davvero meraviglioso, specialmente per la Messa domenicale. Le comunità del fiume offrono al sacerdote uno spettacolare scenario di missione che, sebbene non sia la cosa più importante, è senz’altro qualcosa di consolante. Si arriva con la barca a un molo già circondato da barche, da cui si può già vedere una cappella di legno sollevata a pochi metri sopra le sue fondamenta per evitare il contatto con la terra paludosa. Nella cappella, un gruppo di circa venti o trenta persone pregano il rosario in attesa del sacerdote. Durante il rosario molti si confessano. Queste cose sono notevolmente incoraggianti e spingono a ringraziare Dio e i nostri missionari che hanno lavorato qui prima.
Ci danno un grande aiuto i cosiddetti "P.L.A.", i catechisti incaricati di ogni comunità, che offrono veramente un contributo notevole alla loro comunità, specialmente facendo il "servizio", o la comunione eucaristica, nella domenica quando non si può andare; inoltre organizzano attività, fanno catechismo, visitano le persone, ecc. Con loro organizziamo incontri ogni mese.

"Il dormitorio"
Un altro apostolato che svolgiamo è il dormitorio per i ragazzi che vengono dal fiume o dall'entroterra, per poter andare a scuola a Charity. Si chiama " Dormitorio per ragazzi cattolici di San Giovanni Bosco". Ci sono circa 30 bambini che vivono con noi. Vanno a scuola tutti i giorni, e chi può va anche a casa durante il fine settimana. Per loro è quasi un orgoglio appartenere al "dormitorio dei padri", come lo chiamano a scuola e in quella zona. Molti non sono cattolici, tuttavia sono felici di vivere con noi e chiedono anche di partecipare alle nostre attività religiose. Per questo sono capaci di servire la Messa e pregare il rosario. Da questo gruppo di ragazzi è anche nata una vocazione, che adesso studia come seminarista nel seminario di Washington.

Le mense per i poveri
Infine, vi racconto della mensa dei poveri: abbiamo quattro mense, una nella parrocchia e altre tre in diverse comunità. Durante la pausa di mezzogiorno, molti bambini della scuola vengono in parrocchia per il pranzo, o nelle comunità sul fiume si porta il pranzo a scuola. In totale, si preparano pasti da lunedì a venerdì per circa 300 bambini. Un grande saluto a tutti e ci raccomandiamo alle vostre preghiere. Uniti nel Verbo Incarnato.

Padre Joaquín Ibarra