Le Sante 40ore a Sezze

05/03/2017
Nei primi giorni di quaresima abbiamo svolto nelle parrocchie di Sezze le Sante 40 ore: si tratta di 40 ore in preghiera di fronte al Santissimo per accompagnare il Signore per lo stesso tempo in cui rimase nel sepolcro.

Erano molti anni che non si svolgeva più questa preghiera qui a Sezze, e dovendola ricominciare abbiamo pensato fosse meglio chiedere come la si faceva nei tempi passati, per riprendere questa santa tradizione nei modi propri del luogo. E così abbiamo fatto come era uso: abbiamo diviso le ore di adorazione in quattro giorni, dal giovedì dopo le ceneri alla prima domenica di quaresima: i primi due giorni a S. Pietro (la parrocchia “storica” dell’IVE) e gli ultimi due a S. Maria, la Concattedrale, da poco più di un anno affidata alla cura dell’Istituto.

C’è stata una buona partecipazione di persone, mediamente 5 adoratori, il che è molto, anche considerando la popolazione non troppo numerosa del centro storico.
In cattedrale, una persona anziana, quando ha visto tutto l’addobbo fatto e l’ostensorio, un pezzo del museo della Cattedrale in argento del 1700, “tutto come una volta”, è scoppiata in lacrime, felice di poter pregare come faceva quando era giovane, ma soprattutto di vedere il Sacramento tanto onorato.
Alla chiusura delle 40 ore, dopo la Messa delle 18, abbiamo fatto una piccola processione eucaristica in Chiesa: la Chiesa era piena, con alcuni giovani e tanti uomini (il che meraviglia sempre un po’!); una signora, presa dell’entusiasmo, ha detto “ora posso anche morire!”.

È stato effettivamente molto bello: la gente ha pregato, alcuni magari solo per qualche minuto, tra una commissione e l’altra della mattina, di fronte al Santissimo; i più generosi hanno dato la loro disponibilità per coprire i turni; un chierichetto venerdì sera (era il primo venerdì, e per questo l’adorazione è stata protratta fino alle 23.00) con orgoglio mi dice: “oggi ho pregato sette rosari”!

Ma soprattutto ci siamo “ricordati” che Gesù-Eucaristia è al centro delle nostre vite, delle nostre giornate, della nostra città. Dio regna dall’altare del sacrificio, a volte basta un nostro piccolo sforzo perché la gente si ricordi di questo e gli dedichi anche solo una visita tra le mille cose da fare nella giornata, ma è quel minuto che è più importante di tutto il resto e che dà senso al nostro tempo.

IVEROMA