Festa di San Vitaliano

10/02/2018
Tradizionalmente, la festa si divide in quattro parti: un triduo, cioè tre giorni di preparazione aventi come tema il Nord, il Centro e il Sud; e la festa vera e propria, il 27 gennaio.

Il Seminario San Vitaliano Papa è internazionale, probabilmente il più multietnico dell’Istituto. Ci sono seminaristi da diversi paesi europei, dall’Africa e dall’Asia; in totale si parlano più o meno sei lingue diverse; la varietà di culture è incredibilmente ricca e oltre al rito romano, si svolgono celebrazioni liturgiche in altri due riti: copto egiziano e bizantino ucraino. Ciò fa del nostro seminario una realtà radicalmente cattolica, cioè “universale”, ed è un esempio tangibile della chiamata alla santità di tutti i popoli della terra, com’è scritto nell’Apocalisse: hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
(Ap 5,9).

Per valorizzare questa varietà, ogni anno i seminaristi dei diversi paesi preparano una festa in occasione dei santi patroni delle loro nazioni, cucinando una cena tipica e presentando qualcosa delle loro terre. Fra tutte, però, la più importante è la festa del patrono del Seminario, San Vitaliano Papa. Si tratta di un’occasione particolare, perché è allo stesso tempo la festa di tutti i seminaristi e specialmente dei seminaristi italiani, che devono organizzarla e onorare il paese in cui si trova la casa di formazione. Tradizionalmente, la festa si divide in quattro parti: un triduo, cioè tre giorni di preparazione aventi come tema il Nord, il Centro e il Sud; e la festa vera e propria, il 27 gennaio. Oltre ai giochi ci sono ovviamente momenti di preghiera speciali come il mattutino, la vigilia della festa, e una speciale supplica a Dio chiedendo l’aumento di vocazioni italiane.

Quest’anno durante il triduo ha predicato P. Orzù Saidshoev, nostro missionario in Russia ordinato appena due anni fa e visibilmente affezionato al Seminario, anche se la sua missione si trova a parecchi chilometri di distanza. P. Orzù ha scelto di parlare di tre caratteristiche del Papa San Vitaliano, cioè l’amore alla Chiesa, alla missione e alla liturgia. Nella Santa Messa solenne del 27 gennaio, P. Pablo Scaloni, missionario a Fossanova, ha ricordato l’importanza di approfittare del seminario preoccupandosi attivamente della propria formazione, in quanto il singolo seminarista è un elemento essenziale e insostituibile della formazione sacerdotale.

Per quanto riguarda l’intrattenimento, i seminaristi hanno inventato una storia rappresentata con scenette dal vivo come sfondo ai giochi e alle attività: San Vitaliano decide di visitare il Seminario per “raddrizzare” personalmente i religiosi che non hanno un comportamento esemplare. Visto il miglioramento della situazione, vuole approvare il seminario con una bolla papale, ma non riesce più a trovarla. Tocca ai seminaristi cercare il prezioso documento nella caccia al tesoro finale.

Ogni anno questa festa così importante è fonte di buono spirito per tutti, di divertimento ma anche di crescita spirituale. Fra tutte le attività, sarà sempre una di quelle che contribuirà maggiormente all’unità del seminario.